Tag

,

a-sua-immagineIn zoologia, la tassonomia cerca di etichettare le unità della diversità biologica, e la sistematica cerca di mettere queste unità in ordine, seguendo qualche criterio logico. La stessa analisi di gruppi si applica in economia o nelle scienze sociali, cercando di identificare comparti separati dagli altri, e di stabilirne le relazioni con le altre unità. Lo potremmo fare anche con le religioni, stabilendo quale è più simile a quale, cercando di risolvere una “filogenesi” delle religioni. Ma in questo caso ci ritroveremmo con un problema pragmatico: sulla carta, ogni religione c’ha i suoi criteri e i le sue norme, ma poi nella vita reale ognuno se li adatta alle proprie convinzioni o ai propri interessi, nel tempo e nello spazio. A livello storico la stessa religione cambia continuamente: oggi difende la vita, domani la stermina. Ieri tortura, oggi amore, nel nome degli stessi principi. Ma anche in un preciso momento storico, una stessa religione con gli stessi dogmi e le stesse prospettive viene costantemente “adattata”, da parte delle singole persone o delle differenti società. Il dogma, la regola, la legge, il rito, viene aggiustato e interpretato secondo specifiche superstizioni, necessità, capacità, in funzione di un differente passato atavico o recente, in funzione di differenti speranze e di future convenienze. In questa contraddittoria “libera interpretazione” della religione, dove ognuno adatta il proprio Dio al suo volere, alle sue conoscenze, alle sue necessità, e alle sue priorità, non solo si genera una “continuità” delle religioni, che svaniscono le une nelle altre, ma si generano anche ibridi, spesso surreali o paradossali, dove le norme si mescolano forgiando assurde chimere e ipocrisie di tutte le forme e colori, inconsistenze storiche e geografiche, senza più confine tra sacro e profano, tra passato e presente, tra logica e follia, tra spiritualità e marketing. L’uomo ha creato Dio a sua immagine e somiglianza: confuso, ed estremamente incoerente.

Annunci