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santo-diego-armando-mbrunerLa specie umana è capace di vivere in ambienti estremamente differenti, anche e soprattutto in termini di qualità della vita: dal lusso alle baracche. Ci si abitua a tutto: in un senso è incredibilmente facile adeguarsi al comodo e addirittura al superfluo, nell’altro la forza indomabile della rassegnazione è capace di farci tollerare molto più del dovuto tollerabile. Ma anche nel più povero dei mondi, dal fango alle tendopoli, tra le pietre di un deserto senz’acqua o tra le latrine dei rigurgiti cosmopoliti, ci sono due cose che non mancano mai: una chiesa e un campo da calcio. Interpretazione numero uno: la religione e lo sport danno la forza di continuare e di andare avanti, di motivarsi, di non perdersi, di sopportare, di capire, di costruire, un esempio per credere in se stessi e negli altri. Interpretazione numero due: la religione e lo sport sono gli strumenti perfetti per fare accettare l’inaccettabile, per controllare le masse con meccanismi primordiali, per tenerle buone con false speranze o con placebo emozionali che prevengono un pericoloso sviluppo culturale, reprimono dignità e senso critico, e inducono i sudditi a sfogare dolori e frustrazioni su se stessi (la chiesa) o su altri come loro (il calcio) lasciando in pace governanti e istituzioni. A voi la scelta. In entrambi i casi, nella religione e nel calcio, si usa uno stesso linguaggio e, per non dover dare troppe spiegazioni, si ricorre a quella stessa risorsa psicologica che non chiede ragioni, logica, o garanzie: la fede.

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