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Chorizo IbericoIl concetto di corruzione passa necessariamente per la consapevolezza della frode, dell’atto immorale, della violazione etica. Se uno non sa o non crede che la corruzione è immorale, non sa nemmeno di essere corrotto. In questo senso, possiamo dire che in molte situazioni attuali la corruzione non esiste, nel senso che non è interpretata come tale. In molte situazioni locali aiutare tuo figlio o tuo cognato è doveroso, kin selection, direbbero gli etologi. Gli accordi si fanno al bar, tutti conoscenti, piccole comunità autonome, strutturate su relazioni locali di amore-odio. E sui soldi. In molte situazioni locali non accettare favori o denaro è semplicemente insensato, irrazionale. Il concetto di “relazione personale”, in questa accezione di larva del concetto di corruzione, è inversamente proporzionale alla scala sociale ed economica. Ovvero, quanto più le relazioni sono locali, quanto più il ruolo individuale ha un diritto riconosciuto e accettato sul ruolo etico e istituzionale. Sotto una certa soglia di complessità sociale (e culturale), la corruzione non è più vista come atto immorale, ma pratico, e soprattutto umano. La Spagna è una nazione democraticamente giovane, imberbe, ancora fortemente strutturata sul suo passato provinciale. La gente è ancora fortemente ancorata, attraverso una serie di relazioni molto recenti, ai paesi della provincia, e anche le città sono abituate a una certa autarchia, necessità storica ma anche conseguenza della rarefazione geografica. Negli ultimi anni, dopo l’ondata economica europea che ha realmente rivoluzionato la qualità della vita spagnola, è arrivata la crisi, evidenziando che non si era stati fino in fondo all’altezza della situazione. E dopo la crisi, adesso arrivano le evidenze. Sotto il tappeto, i casi di corruzione erano tali e tanti da creare un ammucchio davvero imbarazzante. Le banche in primis, ma anche la politica, le amministrazioni, le imprese, ovviamente l’edilizia, i sindacati … E’ caduto qualche socialista, ma i più venivano dalle file del centrodestra, i popolari. Questa settimana è arrivata la grande retata, che ha fatto mambassa di fili disseminati su tutto il territorio, un sistema di referenti gestito integralmente dal Partito Popolare, che implica amministrazioni e istituzioni governative, regionali, provinciali. Il capo del governo, oggi, si scusa coi cittadini. Gli implicati in manette, e tutti gli altri dicono con scioltezza che non sapevano, non immaginavano. Parliamo di persone che condividono da anni o decenni lo stesso partito, le stesse istituzioni, le stesse aziende private, gli stessi accordi, gli stessi interessi, gli stessi privilegi. Adesso sono tutti indignati. E sorpresi.

La politica è una necessità sociale intrinseca, che nasce spontaneamente non appena gli esseri umani si raggruppano in sistemi più grandi di una tribù, e che crea una struttura finalizzata a canalizzare i processi e a proteggere dagli effetti nocivi delle convivenze massive. Ma tutti sappiamo come funziona. Lo sappiamo perché conosciamo il genere umano (ovvero per logica) e lo sappiamo perché lo abbiamo visto mille e mille volte, sempre uguale (ovvero per esperienza). Ma il paraocchi della fede, della speranza, e dell’ipocrisia, ci impedisce di accettarlo. Conosciamo perfettamente i privilegi, gli abusi, le ingerenze, dei singoli e dei gruppi che i singoli rappresentano. Ma continuiamo a stupirci quando poi lo scrivono sugli atti di un tribunale. E il capo del governo si scusa. Scusate … non ci eravamo accorti che il nostro partito era gestito sulla base di appalti corrotti, conti all’estero, affari privati, abusi finanziari, e illeciti amministrativi. Nessuno se lo sarebbe mai immaginato.

Mi resta sempre il dubbio che quando beccano qualcuno è solo perché ha pestato i piedi a uno più rognoso di lui. Sono uno sconsolato ma sereno disfattista, che crede che una carriera politica sia strettamente fondata sugli interessi personali. Primo per pulsione umana, secondo per cinica selezione tra sciacalli. Anche l’Italia in fondo è un altro esempio evidente di ipocrisia istituzionale collettiva: tutti sanno come stanno le cose, nel generale e nel particolare, ma l’istituzione si muove solo quando gli sembra opportuno. E, quando succede, la collettività fa finta di stupirsi. Andreotti disegnato da sempre con le orecchie a forma di Sicilia, le mille barzellette sui preti pedofili o sui politici ladroni, lo sfarzo palese e osteggiato dei privilegi parlamentari, il gioco degli appalti e dei favori in un Paese, come diceva Ennio Flaiano, di nipoti e di cognati. Segue l’indignazione, e il chi l’avrebbe mai detto. Oggi il capo del governo spagnolo si è scusato. Domani, è un altro giorno.

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Il “chorizo” è il salame spagnolo con la paprika. Gli insaccati “iberici” sono quelli di qualità, ricavati dal maiale di razza iberica, rustico e generalmente allevato all’aperto. Ma “chorizo” si usa anche nel senso di “ladro“. Altri post sulla situazione spagnola: Profondo iberico; Il calcio e il re, e il chupa-chups; Sempre Votantonio; Hispania.

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