Cazadores de mentesAnche la fotografia, come la musica, ha le sue tre muse, spesso in contrasto, in conflitto, o almeno in competizione tra loro. Vogliono per se le attenzioni del fotografo, e il riconoscimento del pubblico. Hanno obiettivi differenti, metodi differenti, interessi differenti. La prima è la memoria, il ricordo, componente fondamentale della nostra mente estesa. La seconda è la conoscenza, l’informazione, il documento, testimone del passato e narratore del presente, fondamentale per prepararsi al futuro. La terza è l’arte, l’emozione, il sentimento, linguaggio dell’anima, sensazione del corpo. Le tre componenti, le tre differenti funzioni, sono complementari, interagiscono, le loro competenze si sovrappongono e si integrano. Ma i loro obiettivi e i loro metodi sono molto differenti. E il fotografo soffre, strattonato, affascinato, incuriosito dalle tre muse, dalla loro sfida, dalla loro bellezza, dalla loro complessità. La fotografia perfetta forse è quella che rispetta il legittimo diritto delle tre necessità, una buona fotografia probabilmente mantiene la promessa almeno a due  di loro. Ma l’occhio, esploratore e cacciatore, tende a calibrarsi in funzione della preda. La ricerca del ricordo può farci perdere un attimo importante per la documentazione, e la ricerca dell’informazione ci può togliere quella sensibilità fondamentale per catturare l’emozione delle cose semplici. La memoria non è sempre conoscenza, e la conoscenza non è sempre sentimento. La mente cerca la foto, sente la foto, selezionando l’informazione sensoriale con filtri specifici e differenti per ogni obiettivo. Quando le tre muse vogliono allo stesso momento tutte le tue attenzioni, lo sforzo per accontentarle ti sfinisce.

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