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Tatyana Firova e Kseniya RyzhovaLe questioni sociali verso l’omosessualità sono un ottimo caso-studio per entrare nel dettaglio più sfacciato dell’incoerenza e dell’ipocrisia del genere umano. A parte il loro valore etico e morale, sono una spia utile per rivelare molti aspetti meschini delle nostre psicologie. Sappiamo che nella migliore delle ipotesi si parla di “accettare” o “tollerare”, e già andiamo male perché diamo per scontato che ci sia qualcosa da accettare o tollerare. Le scelte sessuali o di genere non dovrebbero essere nemmeno presentate come “questioni”, e discutendo il tema in questi termini non facciamo altro che consegnarlo a un dibattito improprio. Trattando l’omosessualità come un problema, se ne fa un problema. Personalmente non ho mai ritenuto le tendenze sessuali di una persona un fattore di interesse o di rilevanza generale. Non vedo la ragione o la necessità di discutere o addirittura giudicare in piazza aspetti che sono del tutto privati e personali.  Ma capisco che la psicologia delle masse funziona con parametri e variabili drammaticamente differenti. Si discute della legittimità della famiglia omosessuale, dimenticando che quella eterosessuale è in preda a evidenti e crescenti difficoltà zeppe di contraddizioni, di incoerenze e di insuccessi, a giudicare dai tassi di divorzio e dai problemi assolutamente innegabili con l’educazione dei loro figli. Si dibattono le possibilità di adozione o fecondazione omosessuale, senza mettere mai in discussione le capacità (e il diritto) di paternità di quelle famiglie eterosessuali che fondano i loro principi sull’incultura della superficialità e dell’arroganza. A livello morale, si fa prima pagina di un bacio omosessuale in una società dove si accetta da sempre, e come se niente fosse, la prostituzione in tutte le sue forme e disperazioni. Se poi entriamo nei dettagli “carnali”, l’atto omosessuale è frequente tema di salotto e soprattutto di giudizio, mentre diamo per buone molte pratiche sessuali “etero” di dubbio stile erotico e incerta sanità mentale, purché se ne restino nei cassetti e non se ne faccia ostentazione nella messa della domenica. La Grande Madre Russia, oggi un gigante in totale degrado culturale e devastazione sociale, invece di preoccuparsi della corruzione che l’ha trasformata in una nazione criminale e medioevale, nella peggiore delle tradizioni incita all’odio e al rancore utilizzando l’omosessualità come esca per giovani generazioni di invasati cresciuti in quel nulla culturale fatto di ignoranza e frustrazione che viene sempre bene per mantenere il livello di autocoscienza sotto controllo. Insomma, non bisogna essere un sociologo navigato per capire che di per sé le scelte sessuali e di genere non sono un problema, ma sono invece un ottimo capro espiatorio che religione e politica possono utilizzare per deviare le attenzioni e manipolare le emozioni delle masse, allontanando da se stessi gli sguardi dell’odio per direzionarli verso qualcun altro su cui scaricare tensioni e frustrazioni. La sessualità fa parte della sfera privata, mentre rispetto e coerenza dovrebbero essere garantiti a livello sociale e istituzionale. E quelli che non gradiscono gli omosessuali fuori degli armadi, possono sempre andarsi a rifugiare dentro una cassapanca.

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