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Zahra KazemiGrande salto democratico in Iran, dove le donne giornaliste possono assistere ad una conferenza stampa con gli uomini … purché rimangano inginocchiate a terra. La scena è ripugnante, e verrebbe la voglia di menare serie legnate a quelle decine di trogloditi che nel mentre sorridono tranquilli seduti sulle loro sedie e accettando con una certa disinvoltura (quando non addirittura difendendo) questa situazione di degrado umano e morale. La Repubblica dedica una foto, El País un ricco articolo sul giornalismo al femminile in Iran, dove si raccontano casi e situazioni di denuncia sulle condizioni inumane della cultura iraniana. C’è la storia di Zahra Kazemi, giornalista iraniano-canadese morta “per cause accidentali” nel 2003 dopo un arresto illegale da parte di ufficiali del governo Iraniano, con segni di tortura, violenza carnale, fratture del cranio, dita rotte, unghie divelte, contusioni addominali e toraciche, frattura del setto nasale, tagli e frustate. Le situazioni del sistema giuridico e penitenziario sono totalmente in mano a una oligarchia fondata su corruzione e tortura. Amnesty International e altre decine di organizzazioni per i diritti umani riportano costantemente dati e informazioni, ma situazioni di degrado umano come questa richiedono cambi generazionali drastici. Si continua a parlare di un confronto tra l’occidente e l’Islam chiamando in causa il ruolo dell’alta politica e della cultura su larga scala, ma alla fine tutte le transizioni avvengono per un cambio di prospettiva che nasce dalle necessità più o meno crude del popolo, nel bene come nel male. I primi che dovrebbero opporsi agli eccessi medievali dei governi islamici dovrebbero essere gli islamici stessi, quelli veri, quelli che portano avanti una ideologia reale, attuale e culturalmente strutturata, e che vedono la loro stessa ideologia minacciata da dentro, per colpa di chi la manipola perpetrando atrocità in suo nome. Sappiamo ormai da tempo che gli avversari sono quelli che ti stanno seduti di fronte, ma i veri nemici sono quelli che invece ti puoi ritrovare accanto. Questo rifiuto interno della società islamica contro l’estremismo sta tardando troppo ad arrivare, e se da un lato bisogna opporsi attivamente contro le oligarchie becere e inumane, al tempo stesso non si deve mai dimenticare il ruolo determinante del silenzio di tutti gli altri.

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