Tag

,

Brain SaltLa scienza (quella vera) in genere non avanza scoprendo verità, ma bensì eliminando ipotesi improbabili. Karl Popper lo descrisse con una prospettiva completa e sincera, sottolineando come sia estremamente difficile dimostrare che una ipotesi sia vera, e allora non ci resta che scremare il ventaglio di possibilità eliminando quelle ipotesi che invece si dimostrano false. E’ una selezione di ipotesi, che continuamente orienta il nostro sapere, dove la scienza si impegna a sfoltire le possibilità facendo restare in piedi solo quelle più probabili. Si, perché la scienza non lavora con ciò che è possibile (come invece fanno politica e religione), ma piuttosto con ciò che è probabile. Sfortunatamente tutto questo nel mondo reale lascia terreno a una serie di fattori che non hanno nulla a che vedere con la conoscenza, e che invece sono l’espressione di un ineluttabile lato umano del sapere, zeppo di interessi personali, interessi di mercato, interessi istituzionali, e psicologie che vanno dai classici egocentrismi accademici a dinamiche di massa popolare. Una delle tante conseguenze sottovalutate di questo sistema troppo spesso casareccio è la mancata pubblicazione dei risultati “negativi”. Se uno studio non trova una certa relazione, spesso non si rende noto. Una “relazione che non c’è” non interessa al pubblico, e nemmeno agli editori delle riviste, perché non fa audience. Eppoi vaglielo spiegare a chi ha messo i soldi o ai mass-media che con la tua ricerca … non hai trovato nulla. In realtà da un punto di vista scientifico la “mancanza di risultato” può essere fondamentale, per almeno due ragioni. Primo, se non pubblichi il tuo non-risultato, molti altri ricercatori in futuro spenderanno tempo e soldi nel fare la stessa ricerca, non sapendo che qualcuno l’ha già fatta in precedenza. Secondo, sapere che tra alcuni fattori non ci sono relazioni aiuta a portare avanti quel processo di “scrematura” di ipotesi tanto caro a Karl Popper. Insomma, l’apparente non-risultato, non significativo a livello statistico, può essere molto significativo a livello scientifico. Tutto questo solo considerando i silenzi dovuti alla mancanza di risultati positivi di una ricerca. C’è poi evidentemente un altro caso, che merita ancora più attenzione: i silenzi che sono il risultato di omertà e di censura. Imprese e aziende, soprattutto nel caso del mercato medico e farmaceutico, hanno interessi che vanno ben oltre le necessità del sapere e della conoscenza. E quando la conoscenza ha un prezzo, i valori di significatività statistica possono essere influenzati dalle fluttuazioni di mercato.

***

Rimando a questo articolo di Ulisse su una iniziativa degna di nota, per riportare alla luce “dati scomparsi”, soprattutto in riferimento alla situazione della ricerca medica: Non lasciateli soli.

Riporto qui anche i link a una serie di altri miei post sul tema, su scienza e società, scienza e impresa, scienza e economia, riviste e clienti, riviste e mercato, ricerca e frodi.

Annunci