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Keep Calm Luke!Licenziato un Papa se ne fa un altro. Si è licenziato, lo hanno licenziato, pre-pensionamento, è uguale … Nella tradizione storica i Papi muoiono o li ammazzano, ma i tempi cambiano e la Chiesa è una multinazionale come le altre, con le sue dinamiche gerarchiche e i suoi ricambi gestionali. Certo non ce lo vediamo a Joseph in un parco tirando molliche ai piccioni, o al limitare di una transenna di una ristrutturazione stradale facendo commenti da assessore tecnico con le mani dietro alla schiena e il giornale nella tasca del cappotto. Ma tant’é, che da qualche parte dovranno pure parcheggiarlo. Ora, è abbastanza evidente che le ragioni ufficiali del prepensionamento (“sono un pó stanco”) reggono poco, l’evento è abbastanza inusuale, e non può non restare il dubbio che non ce l’hanno raccontata tutta. Senza entrare troppo in un copione hollywoodiano di intrighi magici e segreti cosmici, e senza montare un film porno con vescovi in reggicalze e monache con la frusta, magari c’ha solo l’Alzheimer, e va fatto sparire prima che si metta a cantare l’inno tedesco alla finestra di Piazza San Pietro. Fino a ieri era facile, si avvelenava e via. Ma oggi ci sono le norme europee, e poi hai visto mai arriva il Grissom di turno e la fa più grossa di quello che è. Insomma, è più facile che i vertici della società si rinnovino secondo contratto, senza che l’impresa debba rimetterci costi non necessari. Poi, se del tramite se ne può fare un pó di Grande Fratello da vendere al business dell’intrattenimento e al marketing del souvenir, tutto di guadagnato in termini di profitto e dello star-system dei fedeli. The show must go on.

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