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Vota!Votare non vuol dire eleggere qualcuno che ti rappresenti. Se vuoi qualcuno che ti rappresenti ti devi candidare tu. Votare non vuol dire nemmeno eleggere chi faccia il bene del popolo. Un politico rappresenta imprese private e interessi personali, diretti e indiretti, e non ha tempo di pensare al popolo. Non sarebbe manco arrivato a essere un politico, se stava a pensare al popolo. Votare non vuol dire neanche appoggiare un’ideologia. L’ideologia in politica è solo la carta colorata che si usa per avvolgere il pacchetto. Il pacchetto dentro non contiene ideologia, ma solo interessi. Una volta aperto il pacchetto la carta che lo avvolge si butta. No, votare democraticamente vuol dire solo dare una preferenza ad una delle possibili alternative. In questo senso non è una scelta, ma una decisione. Si può decidere in funzione della classica strategia del danno minore. Per esempio ci sono alcuni contesti che prescindono dagli interessi personali perché sono solo di facciata, morali. E in questo caso allora un partito o un altro può lanciare un dato segnale che sul lungo raggio aiuta a cambiare certe mentalità. Oppure semplicemente si può riconoscere che ci sono parassiti di differente grado di evoluzione: alcuni approfittano stupidamente senza un minimo di criterio arrivando ad uccidere o a lesionare seriamente il proprio ospite, mentre altri sanno approfittare senza minare la salute dell’ospite o addirittura dandogli in cambio dei vantaggi. Infine la decisione elettorale può anche seguire una strategia più globale, per tentare di bilanciare la scena politica creando diversità o semplicemente un sano rinnovo generazionale. Votare pensando di eleggere un rappresentante è da ingenui. La democrazia è una questione statistica, non ideologica.

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