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Il volo di AcaroSembrerebbe che le cose non stiano funzionando come dovrebbero, o almeno come previsto, sicuramente come sperato. Abbiamo ripetuto come un mantra che comunismo e anarchia sono utopie, però ci siamo dimenticati di aggiungere che la democrazia o il capitalismo sono allo stesso identico modo ideologie che possono presentare una struttura logica nella loro teoria, ma una volta applicate ai sistemi umani diventano approssimazioni accettabili solo a piccole dosi, caricature di se stesse, e utopiche tanto quanto. Sulla democrazia c’è poco da dire, è il “minore dei mali”, come la definiva un ex-presidente in zona d’ombra. E’ evidentemente utopica in quanto, lo sappiamo direi a questo punto più che bene, continuano a decidere sempre i soliti pochi. La piramide non è mai cambiata, solo gli hanno messo la cravatta e un sorriso in similpelle. Il capitalismo sembra invece funzionare solo a scala ridotta, ma se uno amplia il panorama scopre che si tratta solo di fare i fatti propri scaricando la monnezza a casa degli altri, oppure passando la ricevuta alle generazioni future. Ci hanno sempre detto a noi ignoranti in materia che il capitalismo si basa sul circolo del denaro, ma poi quando arriva la crisi invece di dare gas il rimedio è esattamente il contrario, tagliando il flusso per ogni dove. Quindi forse c’hanno preso per i fondelli.

E’ interessante notare come in questo povero scenario di interessi spiccioli i partiti, specchio dell’anima delle loro società, apertamente ammettono senza forse rendersene troppo conto che forgiano le loro idee in funzione di quello che si aspettano vogliano gli elettori. Un partito in teoria dovrebbe presentare la sua ideologia, risultato di una analisi morale (“è giusto così”) e tecnica (“è conveniente così”). Una volta che i vari partiti abbiano presentato le loro visioni alternative, il cittadino dovrebbe optare. E’ invece chiaro che oggi il processo è assolutamente inverso, e i partiti modellano le loro promesse sulle aspettative dei cittadini. Un pó come diceva Marx (quello coi baffi, non quello con la barba): se non vi piacciono i miei principi, posso sempre cambiarli. Ma il peggio non è il fatto in se stesso, quanto il fatto che lo abbiamo assimilato, e dato per scontato. I politici ne fanno anzi vanto nei loro discorsi, i mass media amplificano il tutto dandogli un aspetto di quotidianità, e noi lo digeriamo come se fosse normale. Quando un partito non ottiene una buona ronda di voti, si dice che i suoi referenti si devono dimettere, come se fossero stati cattivi venditori incapaci di adeguarsi alle richieste del mercato. Non hanno saputo capire cosa volevano i cittadini, o meglio cosa volevano sentirsi dire. Tutti diamo per scontato che un partito debba accontentare gli elettori, non guidarli. Ovviamente non si tratta di accontentare con una serie di risposte economiche o sociali, ma stiamo solo parlando delle promesse pre-elettorali e delle giustificazioni post-elettorali. Credo che siamo ormai tutti d’accordo infatti nel riconoscere che tra quello che un politico pensa, quello che dice, quello che fa, e quello che dice di aver fatto o detto, c’è una differenza disastrosa.

Se queste premesse sono reali l’unico modo di promuovere una politica utile è quello di far scoprire a politici e amministratori che se fanno funzionare bene la macchina possono approfittarne di più, e per più tempo. E’ la storia del parassita che scopre che se ammazza l’ospite finisce male anche lui, e allora si ingegna di far star bene la sua fonte di energia, evolvendo in una simbiosi. Il problema è evidentemente parte stessa del nostro essere umano, egoista un pò per difesa, un pò per abitudine, un pò per superficialità, un pò forse anche per noia e per pigrizia. Alla fine politici, banchieri, e amministratori, non sono altro che un campione aleatorio della popolazione. Sappiamo che tra quelli che si indignano e manifestano contro gli abusi delle politiche e delle economie ci sta qualcuno che si ribolle solo perché non è stato invitato al banchetto. Quello che non sappiamo è … quanti sono? Quanti quelli che messi al posto dei corrotti, dei superficiali, degli irresponsabili, farebbero le stesse scelte, o almeno non farebbero all’atto pratico la differenza? Attenzione, che alla conta potrebbero seguire sorprese.

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